Agrigento: Mostra di Rosa Tirrito a San Lorenzo e Santa Maria dei Greci

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L’Arcidiocesi di Agrigento, Ufficio Beni Culturali in collaborazione con l’Associazione Socio-Artistico-Culturale OpenSpace Theater e la Vernissage, presentano due mostre dell’artista Rosa Tirrito.

La prima mostra “Bellezza del dolore” è stata inaugurata, ieri sera venerdì 15 dicembre alle ore 18.00, nella Chiesa San Lorenzo in p.zza Purgatorio (via Atenea) ad Agrigento.

La seconda mostra “Sorgente di vita” verrà inaugurata sabato 16 dicembre alle ore 18:00 nella chiesa Santa Maria dei Greci ad Agrigento.

Due Mostre, a ridosso della celebrazione del Santo Natale, per far entrare il visitatore in un percorso introspettivo, che lo condurrà a celebrare, la sacralità della Vita, attraverso le dolorose vicissitudini della quotidianità, per poter rivivere a pieno il Mistero dell’Incarnazione. Le due mostre rappresentano il voler dar voce ad emozioni e sentimenti contrastanti come l’Odio e l’Amore. L’Odio, e quindi la non comprensione rispetto a tutto ciò che sfugge alla logica, tutto ciò che non trova una plausibile spiegazione come la violenza, l’orrore delle guerre a cui si contrappone la figura della Maternità, espressione dell’Amore Puro, che trova il suo compimento nell’Unità di Dio.

Attraverso queste Sculture, Rosa Tirrito racconta come il Dolore, la Sofferenza possano essere trasformate, attraverso un percorso di rielaborazione,  in Luce, in Bellezza, che  grazie alla materia, trova compimento nell’ Opera Artistica, e dove spesso il Mito diventa Metafora di Vita.

Rosa Tirrito docente di lettere moderne e Artista (Scultrice-Disegnatrice-Pittrice), originaria di Sant’Angelo Muxaro, dopo gli studi conseguiti a Palermo si trasferisce a Roma, dove passa ben dieci anni della sua vita. L’artista, insieme al marito, Alfredo Bordenca (pittore-scultore), cura la Galleria “Arte dei Fienaroli” nei pressi di Santa Maria in Trastevere in Roma, dove vengono organizzate mostre collettive e personali di artisti delle arti figurative più rinomate. In quel periodo entra in contatto con i Maestri d’arte della Capitale e ha la possibilita’ di sperimentare e sperimentarsi nell’ambito artistico. Trasferendosi in Sicilia, la sua Cultura Letteraria si mescolerà con la sua Creatività Innata, facendo esplodere il suo Talento con la creazione di Sculture Piene d’Anima e Racconto.

L’Argilla è la materia che le è più congeniale, per la sua duttile rispondenza ad una istintualità da autentica figulina. Della scultura percepisce la fluida dinamicità nel susseguirsi dei profili curveggianti e la sua arte singolare  e’ lontana da rigidi canoni e filoni specifici artistici. L’artista ha saputo fondere mirabilmente ritmi, eleganza, plasticità, phatos da rendere sensibile, quasi palpitante, la materia cruda, fredda, rozza, trasformandola in un oggetto capace di comunicare e suscitare sensazioni ineffabili.

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