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Il FAI Sicilia ad Aragona per il libro di Saibene “Il Paese più bello del mondo”, nel ricordo della fondatrice Giulia Maria Crespi

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“Questo è un libro di storia, ma anche il racconto di una storia militante che narra le vittorie e le sconfitte di un gruppo di persone schierate in difesa della bellezza. Sono certo che quella sfida sia ancora e più che mai attuale e che tocchi a noi continuarla, perché ci riguarda tutti”.

Lo ha detto lo storico della cultura Alberto Saibene a margine della presentazione del suo libro “Il Paese più bello del mondo”, che si è svolto domenica scorsa, 19 luglio, al Bio Resort Fontes Episcopi di Aragona(AG), con grande partecipazione di autorità civili e militari, di personalità del mondo della cultura e di delegati Fai provenienti da tutta la Sicilia.

Saibene, intervistato dal giornalista Luigi Mula, ha raccontato la storia del più grande progetto culturale privato in Italia: il FAI e la sfida per un’Italia migliore, iniziata nel 1975 grazie all’impegno di uomini come Antonio Cederna, Elena Croce, Renato Bazzoni e Giulia Maria Crespi, scomparsa domenica mattina, all’età di 97 anni.

 

La fondatrice del Fai è stata ricordata dal Presidente Regionale FAI Sicilia, Giuseppe Taibi, nei suoi saluti introduttivi: “ Il libro di Saibene : “Va letto, è importante”. Sono solo queste le parole della dedica che nella mia copia del libro scrive Giulia Maria Crespi, la novantasettenne Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI, oggi purtroppo scomparsa. Ricordo che, solo tre giorni dopo la tragica morte del figlio, Giulia Maria è intervenuta alla riunione dei Presidenti Regionali di due mesi fa per invitarci a far amare la natura facendo ascoltare  la sesta di Beethoven, perché nella sesta di Beethoven c’è la passeggiata in un bosco, che incontra un torrente, che incontra gli uccelli e che poi finisce davanti ad un cielo stellato. Nella stessa occasione Giulia Maria ci ha ricordato che noi non siamo solo un corpo ma che in ognuno di noi risiede una luce divina, quella luce che dobbiamo sempre perseguire nella nostra vita e che oggi -conclude Taibi –  Lei può finalmente ammirare nella sua pienezza”.

Giulia Maria Crespi è stata, poi, ricordata dall’attore Salvatore Nocera Bracco che ha letto un passaggio della lettera che il vice presidente esecutivo del FAI, Marco Magnifico, ha scritto in ricordo della Fondatrice.

Nel corso della serata è stato, inoltre, ricordato il giudice Paolo Borsellino. Domenica, infatti, ricorreva l’anniversario della strage di Via D’Amelio.

A tributare l’ omaggio al Magistrato siciliano è stato l’attore Gaetano Aronica che in più occasioni ha impersonato Paolo Borsellino al cinema ed in televisione.

 

Tra gli interventi, intervallati dalle musiche di Ruben Russo e  Francesco Infurna (FAI giovani) quello del direttore del Giardino della Kolymbethra, Giuseppe Lo Pilato, che ha ripercorso la battaglia che ha portato alla nascita del primo Bene Fai in Sicilia e quello di don Angelo Chillura direttore della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento che ha sottolineato l’importanza del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.  

“Il Paese più bello del mondo” è, dunque, il racconto della salvaguardia del Patrimonio culturale e paesaggistico italiano, che Saibene ha ricostruito esplorando archivi e raccogliendo testimonianze. All’interno del volume una ricca sezione iconografica accompagna la storia del FAI, una storia di passione e responsabilità, di resistenza quotidiana e di bellezza.

In considerazione del successo dell’evento agrigentino, vogliamo riportare in sintesi alcuni passaggi tratti dai saluti introduttivi del Presidente Regionale Fai Sicilia, Avv. Giuseppe Taibi, che ha voluto dedicare la manifestazione agrigentina alla memoria del Presidente onorario del FAI, Giulia Maria Crespi:

“Il  ruolo sociale e culturale del FAI è cresciuto in questi ultimi anni e proprio durante la pandemia si è respirata al FAI un’energia forte e nuova che ha dato il via a riforme strutturali, riforme che da sole meriterebbero un nuovo capitolo del libro.

Iniziative come le giornate FAI, il censimento dei luoghi del cuore, l’impegno a favore della scuola e in genere delle nuove generazioni, l’acquisizione di nuovi beni da valorizzare e aprire alla fruizione collettiva e  il grande progetto di valorizzazione dell’Italia sopra i 600 metri  hanno stimolato  molti cittadini a unirsi a noi e il  FAI  oggi conta ben 214 mila iscritti.

 

Oggi tutti comprendiamo meglio che temi come Paesaggio, Ambiente e Salute sono strettamente legati tra di loro.

In  Sicilia l’impegno del FAI è notevolmente aumentato  e la Sicilia è oggi una delle regioni più virtuose per numero di aperture durante le Giornate FAI mentre i luoghi siciliani sono tra i più votati al censimento dei luoghi del cuore e molti di loro sono stati recuperati e valorizzati.

Anche ad Agrigento esperienze simbolo di impegno civile, di bello e buono,  come quelle della Kolymbethra e della Scala dei turchi   hanno dato una spinta alla crescita sociale ed economica del territorio stimolando la candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura .

Permettermi solo di aggiungere che nel 2017 la Valle dei Templi ha vinto il premio Italiano del Paesaggio con il Progetto Agri-gentium. Un Progetto che ha visto la collaborazione di Pubblico e Privato: il Parco della Valle dei Templi, l’Università di Palermo, il FAI, i produttori di Olio e Vino della Valle e il Treno Storico.

Questo progetto è stato premiato nel 2018 come progetto candidato per l’Italia del Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa con la menzione: “Sviluppo sostenibile e reintegrazione sociale” .

Allo stesso modo il progetto “liberare la bellezza” dedicato alla  Scala dei Turchi (demolizione di due immobili e realizzazione di un belvedere) in occasione del  Premio Italiano del Paesaggio del 2017 ha ricevuto la menzione “Paesaggio e legalità e lotta all’abusivismo”.

Concludendo, Alberto Saibene è certamente uno storico della cultura italiana del XX secolo ma di quella cultura che innova, che intuisce, che ha una visione.

Uno storico  delle idee, mi permetterei di aggiungere .

Saibene ha  scritto, infatti, sia su  Adriano Olivetti che su quella borghesia illuminata che ha ispirato la cultura ambientalista di questo Paese. Una cultura ambientalista che oggi, con le  crisi in atto: climatica, ecologica e sanitaria,  deve diventare patrimonio di tutti.

Siamo davanti a un mondo che nasce e “il  mondo che nasce”  è proprio  il titolo della raccolta di scritti di Adriano  Olivetti curata  da Saibene. Pagine in cui si parla di dignità delle persone, di conoscenza, di comprensione profonda dei valori della cultura, di responsabilità dell’impresa verso i lavoratori e l’ambiente, e dove la scienza, la tecnologia e l’economia sono strumenti al servizio dell’uomo e della comunità. Parole di un’agenda ideale per costruire un mondo davvero nuovo.

Leonardo Sciascia diceva  che “il più grande peccato della Sicilia è stato, ed è sempre, quello di non credere nelle idee.

Qui, che le idee muovono il mondo non si è mai creduto.

E’ questo che  ha impedito sempre alla Sicilia di andare avanti: il credere che il mondo non può mai essere diverso da come è stato.

Questa sfiducia nelle idee, anzi questa mancanza di idee,  ormai si proietta su tutto il mondo, in questo senso per me la Sicilia ne è diventata la metafora”. La Sicilia come metafora del mondo…

Adesso è arrivato il tempo di smentire questa tesi. Di andare avanti. Di far tesoro della lezione di Giulia Maria Crespi : Sognare e Realizzare.

Di affrontare tutti insieme e con coraggio questa nuova decisiva “sfida”.

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