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Sicilia, Claudio Fava antimafia: “Brandara incompatibile ed inopportuna alla guida dell’ ias”

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“La permanenza di Maria Grazia Brandara alla Presidenza della società IAS (Industria Acqua Siracusa) è un fatto politicamente inaccettabile, visto il suo pesante coinvolgimento nell’indagine sul ‘Sistema Montante’, l’inchiesta che la vede imputata di associazione a delinquere assieme all’ex presidente di Confindustria Sicilia ed il suo recente rinvio a giudizio a Barcellona Pozzo di Gotto per reati ambientali”.
 
È quanto denuncia Claudio Fava che, con una interpellanza, chiede al Governo regionale, e segnatamente agli Assessori per l’Economia e per l’Energia e i Servizi di pubblica utilità, di adoperarsi con il CdA dell’IAS perché venga revocata la nomina della Brandara.
 
“In questi anni è emerso in modo evidente che la Brandara è stata il braccio operativo di Montante in un settore delicatissimo come quello della depurazione delle acque” continua Fava, “fatto ancora più inquietante proprio alla luce del recente rinvio a giudizio di Barcellona Pozzo di Gotto”.
 
“L’interesse di Montante in questo settore – ha ricordato il presidente della Commissione Antimafia – risulta acquisito nella sentenza di condanna emessa dal GIP di Caltanissetta  che dedica un ampio approfondimento alla vicenda con un titolo emblematico: ‘L’ingerenza di Montante nell’IAS Spa’”.
 
Per Fava “il Governo regionale non può trincerarsi dietro tecnicismi giuridici: tre consiglieri d’amministrazione su cinque dell’IAS sono nominati dall’IRSAP, ente regionale. Occorre un’indicazione politica coerente e rigorosa: invece da oltre un anno e mezzo (l’indagine sulla Brandara risale al maggio 2018) il Governo regionale fa finta di non sapere, di non capire, di non poter intervenire.”

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