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Violenta rapina in abitazione. Arrestato il responsabile.

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Avevano rapinato in casa, con inaudita violenza un’anziana donna. Arrestato stamattina uno dei rapinatori. Come in un film, stato tradito da un’impronta digitale.

I Carabinieri della Stazione di Naro, supportati dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Canicattì, hanno catturato, alle prime luci dell’alba, UNGUREANU ALEXANDRU IONUT, classe 1999, nato in Romania ma residente a Canicattì. È ritenuto responsabile di aver partecipato, insieme ad altri complici, in corso di identificazione, ad una efferata rapina avvenuta il 15 aprile 2018 in una villetta nelle campagne di Naro. I malviventi, quel giorno, si erano introdotti nell’abitazione mentre all’interno era presente la proprietaria, un’anziana signora che fu minacciata e malmenata in uno scenario che ricorda quasi scene da film. Si dileguarono dopo aver rapinato la povera malcapitata, sottraendole anche l’auto. La donna, che aveva riportato serie ferite, era riuscita a chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine ritrovando il suo cellulare che fortunatamente non era stato portato via dai rapinatori. I Carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto, nel giro di pochi minuti, si misero sulle tracce dei malfattori, rinvenendo, dopo ore di ricerche, l’autovettura della signora, utilizzata dai rapinatori per scappare.

Decisivi per le indagini, sono stati i rilievi tecnici effettuati, sulla vettura rinvenuta, dai Carabinieri specializzati nelle indagini scientifiche ed in servizio al Nucleo Investigativo di Agrigento. Infatti, durante gli accertamenti svolti, i militari dell’Arma sono riusciti a esaltare una buona impronta digitale. Immediato l’invio al RIS di Messina, che a seguito di accertamenti attraverso le banche dati, ha dato conferma del match positivo. L’impronta è infatti risultata appartenere al romeno arrestato. Il rapinatore, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Agrigento, stamattina non era nella sua abitazione di Canicattì. I Carabinieri hanno così setacciato il paese, riuscendo a rintracciarlo per le vie del centro. In manette, è stato portato dietro le sbarre del carcere di Agrigento.

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