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Agrigento: La Lucchesiana, candidata ai luoghi del cuore

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Nel Palazzo Vescovile, precisamente nell’ala più orientale, che si trova la sorpresa più affascinante: si tratta della preziosa Biblioteca Lucchesiana, che vanta oltre 60.000 volumi di epoca antica, fra manoscritti, incunaboli e opere stampate, disposti su alti scaffali di legno di pregevole fatture e arricchiti di cartigli che indicano gli argomenti delle varie sezioni. La biblioteca è stata voluta e creata dal Vescovo Andrea Lucchesi Palli (1692-1768), da cui prende il nome e la cui statua è visibile nella sala principale. Fu lui a portare in dote gran parte dell’attuale patrimonio librario, arricchito in seguito da altre donazioni e acquisizioni. Esponente dell’Illuminismo, ma soprattutto personalità illuminata, era convinto che il miglior modo per consentire la crescita dei suoi parrocchiani e della diocesi fosse quello di diffondere più possibile la cultura, ponendo grande attenzione all’equilibrio fra tematiche religiose e laiche, considerate complementari fra loro. Ecco quindi sulla destra, dove il bassorilievo di una donna che contempla il cielo attraverso uno specchio rivolto verso l’alto rappresenta la Fede, le opere di Sacra Scrittura, storia ecclesiastica, diritto canonico, patristica e teologica dogmatica. A sinistra, dove un altro bassorilievo ligneo raffigura una donna con in mano un libro e intenta a riflettere, simbolo della Ragione, troviamo letteratura, storia profana, diritto civile, antichità, filosofia. Scienze divine e umane poste dunque una a fronte dell’altra, non a contrapporsi bensì a completarsi per il bene della conoscenza.” AD.

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