Agrigento, Cultura & Spettacolo

Agrigento: Premio regionale di poesia in Lingua siciliana “Giuseppe Serroy”

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DSCN403818:03 – Si è svolta oggi pomeriggio presso le “Stoai”, di Agrigento, il Premio regionale di poesia in Lingua siciliana “Giuseppe Serroy”.

Serroy, nato a Raffadali il 23 ottobre 1798 e morto ad Agrigento, il 3 ottobre 1881. E’ stato un politico, medico e poeta italiano, originario di una stirpe di olandesi che emigrarono nella provincia di Agrigento, a Raffadali. I suoi studi secondari li fece nel Seminario Arcivescovile di Agrigento in qualità di studente laico. Successivamente frequentò l’università di Palermo, laureandosi in Medicina. Nel 1827 quando scoppiò un’epidemia di tifo in tutta la provincia, Serroy affrontò la malattia curando migliaia di famiglie e riuscendo a debellarla. Per i suoi meriti divenne medico del comune di Agrigento, del suo carcere e dell’ospedale civico. Nel 1830 venne incaricato di fare degli studi su come fondere lo zolfo e sui suoi effetti sulla salute. È anche in questo periodo che egli scrive molte poesie su Raffadali. Nel 1848 venne eletto deputato del Parlamento siciliano.

L’evento organizzato e diretto da Enzo Alessi, con la CNA Pensionati di Agrigento. Alla manifestazione sono intervenuti: Francesco Curaba, Presidente del CNA pensionati di Agrigento; Mimmo Randisi, Presidente Provinciale CNA di Agrigento; Piero Giglione, Segretario Provinciale CNA di Agrigento e Lia Spallino, Segretario Provinciale CNA pensionati.

I partecipanti della poesia dialettale sono stati: Benedetta Caruso, Lorenzo Maltese, Carmelo Vizzì, Maria Panepinto, Calogero Salseto, Silvia Cusumano, Davide Rocco Calacrai, Stella Camillieri, Carmelo Ferraro, Giuseppina Iacono Baldanza, Maria Stella Filippini ed infine Valeria Salvo.

Valeria Salvo, vincitrice della prima edizione del Concorso regionale  di poesia in lingua siciliana “Giuseppe Serroy” Under 65 con la poesia “Chiumma di chiantu pisa sta bbilici”, dei versi che contengono parte del suo vissuto ma anche la storia di chi amaramente ha lasciato la Sicilia in cerca di fortuna. Non mancano “li surfarara” che simbolicamente rappresentano Comitini. La lingua siciliana è un bene culturale che va tutelato, valorizzato, approfondito, assaporato e tramandato. Dobbiamo essere fieri di appartenere ad una terra così profonda, in cui la ricerca del vernacolo si muta in cuore e sentimento. Le onde del mare e il rumore delle barche, lo zolfo, il nostro modo di essere hanno una sola espressione di musicalità: il siciliano, un patrimonio culturale da vivere e far conoscere. Giovane poetessa agrigentina, proveniente da Comitini, laureata in beni culturali nell’ambito Archivistico e librario presso l’Università degli Studi di Palermo, la poetessa molto nota per la raccolta di sessantacinque poesie dal titolo “Perle di vento oltreoceano” dove la scrittrice parla degli eventi degli ultimi decenni come le guerre a Gaza e in Afghanistan, il femminicidio, il silenzio, il ricordo, la fede, il terremoto in Emilia Romagna e ancora versi dedicati al caso Cucchi e all’attrice agrigentina Mariuccia Linder, le tragedie dei migranti a Lampedusa, la sua Comitini e le zolfare ma anche la sua Racalmuto. E’ autrice della silloge Polvere di zolfo (2006), del romanzo storico-rosa Diario tramandato (2010), della silloge poetica Perle di vento oltreoceano (2014). La Salvo, ha ricevuto numerosi riconoscimenti ad Agrigento, Trapani, Caltanissetta e Messina. Ha partecipato a numerosi concorsi a livello nazionale e internazionale, ottenendo 18 riconoscimenti dal 2011 ad oggi, tra cui, per due anni consecutivi, il 1° Premio Internazionale “Il Paese delle Robbe” e il 2° Premio Nazionale “Parole&Poesia” di Formigine (Mo) tra 712 poeti d’Italia. E’ stata premiata anche ad Erice, Messina e le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie d’Italia. Il suo ultimo libro è stato diffuso alla Biblioteca Civica di Verona e alla Biblioteca “Giovanni Treccani degli Alfieri” di Montichiari (Bs).

Tanti interventi  artistici di poesia dialettale, con il poeta – scrittore, Enzo Argento, nato a Raffadali in provincia di Agrigento, nelle sue poesie rivela tutta la sua grande umanità; insegnante di lettere, in pensione, ha partecipato ai più importanti concorsi letterari nazionali ottenendo ovunque riconoscimenti e premi.

Non è mancato, momenti di recitazione con Nino Seviroli, e il canto serenata “Tuppi Tuppi”, una serenata d’amore aragonese di un secolo fà. Un altro momento è stato un canto dedicato ai carrettieri, alla gente semplice della campagna con il canto “Tira Mureddru”, preceduto da una riflessione sul significato della “Semplicità” di ogni giorno della vita, nel rispetto di ogni suo passaggio triste o allegro, ma vissuto sempre con la consapevolezza di crescere ogni giorno in piena armonia con gli altri ma soprattutto con sè stessi.

Momenti anche musicali e balli di carattere siciliano, con il gruppo Folkloristico “Città di Agrigento” che ha intrattenuto il pubblico presente.

A Presentare l’evento è stato il giornalista agrigentino, Raimondo Moncada.

 

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