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Anniversario Strage di Lampedusa, presentato il video “I colori dell’Umanità”

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11:58 – “Abbiamo provato a descrivere le nostre emozioni rispetto alle troppe tragedie dell’immigrazione”

Parole intense quelle di Mariagrazia Brandara presidente de “L’Agorà delle donne”, autrice insieme al docente della Lumsa Ettore Franzini delle parole del brano “I colori dell’Umanità”, musicato dal maestro Gigi Finistrella, del quale oggi si diffonde il video, per la regia di Andrea Sardo.

Una produzione che fa appello ai principi di umanità insiti nella nostra cultura e che conosce il valore emblematico dell’accoglienza che Lampedusa ha sempre generosamente profuso verso chi la chiedeva,e che oggi 3 ottobre vuole ricordare tanti morti innocenti.

Parole toccanti quelle che descrivono gli avvistamenti, i salvataggi, i corpi che giacciono sul fondo del Mare Mediterraneo. Quello stesso mare fonte di gioia e divertimento nei giorni di vacanze spensierate, che diventa un sudario, pronto a raccogliere migliaia di corpi anonimi, persone che lo hanno immaginato stretto, ma lo hanno sperimentato così drammaticamente largo e profondo.

Brandara e Franzini si fanno tante domande che mettono in discussione l’operazione Mare Nostrum, ma in genere la complessa macchina dell’immigrazione. C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo? Sbaglia chi parte, chi lascia partire, chi accoglie, chi non accoglie? Nessuna risposta può dare risoluzione al problema.

Per millenni il Mediterraneo ha trasportato non solo uomini, ma informazioni, modelli di vita, scoperte, flussi di pensiero, scoperte che hanno stimolato, arricchito e spinto in avanti i popoli che su di esso si sono affacciati. Non si è mai verificato che un popolo del Mediterraneo sia stato culturalmente depresso per gli influssi ricevuti da un altro popolo. E questo indipendentemente dalla direzione in cui si sono verificati questi flussi, dal Nord al Sud e viceversa.

Questo mare, che gli italiani pensano al maschile, dice Mariagrazia Brandara, e che i francesi pensano al femminile, dai latini era pensato neutro, come un canale di trasmissione “neutrale” appunto, a disposizione di tutti , percorribile in tutte le direzioni e utile a tutti gli usi: ad Ulisse per le sue peregrinazioni, ai Greci per le loro colonizzazioni, ai Romani per le loro conquiste, agli Arabi e agli Ottomani per le loro espansioni, ai veneziani per i loro commerci. Adesso questa culla della nostra cultura, il generoso veicolo che ha portato alimento alla nostra crescita, sembra piuttosto utile per fuggire, per sottrarsi a un destino di sicura morte, per fame, per guerra,per malattia ed è diventato improvvisamente fonte di problemi, così inestricabili che l’uomo moderno non sembra in grado di potere risolvere. Forse , bisogna allora, fare ricorso a un diverso livello di pensiero, per venire a capo di questa situazione. Può la musica, dice ancora Mariagrazia Brandara contribuire a dare una soluzione, o suggerire come operare praticamente? Sicuramente no, conclude la presidente de L’Agorà delle donne, ma forse può aiutare a cambiare il punto di vista”.

Questo il link del video presente su Youtube. http://vimeo.com/107873504 (password: finito)

La Presidente

Mariagrazia Brandara

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