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Appunti di… Lina Viaggio lirico e intenso dal Vesuvio al Caos

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L’artista partenopea ammalia il pubblico del Teatro Pirandello di Agrigento. Il racconto autobiografico della grande attrice e cantante Lina Sastri messo in scena insieme agli eccellenti musicisti che coglievano e arricchivano ogni attimo rendendolo unico.

 

 

Sabato 22 e domenica 23 febbraio debutta al Teatro Pirandello di Agrigento la grande artista Lina Sastri incantando la platea con “Appunti di Viaggio”, uno spettacolo emozionante e intenso, scritto e diretto da lei. Appare lentamente, uscendo dall’ ombra e immediatamente rapisce, ammalia, conquista il pubblico che gremisce la platea e che sta lì per lei, il mito, l’ artista, la donna. Sinuosa e sensuale nel suo vestito nero, Lina Sastri sorregge con sicurezza lo spazio dietro e davanti a lei. Presenza scenica maestosa, potrebbe tranquillamente ammutolire uno stadio, altro che un teatro. Inizia il suo racconto da quei vicoli, da quel canto materno che accompagnava la sua irrequietezza, la sua voglia di indipendenza che la portò, giovanissima, alla ricerca della felicità, alla scoperta del mondo. Troverà entrambi sulle tavole di un palcoscenico, in teatro, e non ne scenderà più. Racconta Lina, accompagnata dalle musiche suggestive dei suoi splendidi musicisti ( Filippo D’Allio, chitarra; Gennaro Desiderio, violino; Salvatore Minale, percussioni; Gianni Minale, fiati; Salvatore Piedepalumbo, fisarmonica e tastiere; Luigi Sigillo, contrabbasso); racconta del fato, degli incontri fortuiti, il filo conduttore della sua vita di cui sempre parla, grata.

 

Racconta della sua vita artistica:dal debutto alle prime esperienze teatrali con Eduardo, dal cinema alla musica; il suo esordio nel mondo dorato nel cinema, delle luci, della favola, l’incontro con i più grandi registi, l’umanità e la dolcezza di Nanny Loi e la signorile generosità di Giancarlo Giannini. E così, di volta in volta, il racconto si anima di citazioni di prosa, da Filumena Marturano di Eduardo a Pirandello, ma si anima soprattutto di musica: dal tango al bolero, dai classici napoletani ai brani inediti scritti per lei dai nuovi compositori e autori napoletani. Ricorda con affetto particolare Pino Daniele, unico e speciale, per il quale interpreta “A vita è comme o mare”, “Assaje”, scritta per lei dal cantautore per il film “Mi manda Picone”; ” Sud scavame ‘a fossa ” , l’inedito e immancabile “Napul’è”. Arriveranno poi i tre David di Donatello, i Nastri d’ Argento, i riconoscimenti internazionali. Novanta minuti di notevole emozione e totale coinvolgimento da parte del pubblico, rimasto abbastanza rapito dal primo all’ultimo minuto dalla esibizione poliedrica dell’esuberante e unica Lina. Numeroso il pubblico presente che, con applausi e grande apprezzamento, ha dimostrato di essersi appassionato al viaggio nell’anima “Vissuta” di una grande artista che si è messa “a nudo” in maniera originale e coinvolgente svelando segreti, gioie e dolori che spesso accomunano chi nasce, come ha ben detto anche la Sastri, con una “Vocazione”.

Prossimo appuntamento in teatro con la commedia di Pirandello, riletta dalla regia di Francesco Bellomo,  con Giulio Corso  con la partecipazione di ENRICO GUARNERI (Zio Simone) e con Roberta Giarrusso (Tuzza)

Alessandra Ferrara (Mita) Margherita Patti (Zia Gesa)  Alessandra Falci (La Moscardina) Sara Baccarini (Luzza)  Giorgia Ferrara (Ciuzza) Federica Breci (Nela),Nadia Perciabosco nel ruolo di Zia Ninfa; E con la partecipazione di Anna Malvica (Zia Croce) 

Lo spettacolo ha una durata di due ore compreso intervallo andrà in scena al Teatro Pirandello, sabato 29 febbraio ore 21 e domenica 1 marzo ore 17:30.

Il piacere impareggiabile di confrontarsi con Pirandello, attraverso il brio di grandi interpreti, e un adattamento di grande impatto, che colloca la vicenda di Liolà negli anni ‘40 a Porto Empedocle. Liolà è una commedia d’ambiente siciliano che trae spunto dal quarto capitolo del “Fu Mattia Pascal” e dalla novella “La mosca”. 

                                                                                    di Calogero Longo

 

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