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Buona la prima: si alza il sipario del Pirandello ed è subito successo

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L’ adattamento dell’ Antigone di Sofocle della Sicignano convince il pubblico che applaude a scena aperta.

Lo scorso fine settimana ha segnato l’inizio della nuova stagione teatrale 2019-20 al Teatro Pirandello di Agrigento. Ad aprire il sipario è stato il dramma “Antigone” di Sofocle diretto da Laura Sicignano con uno straordinario Sebastiano Lo Monaco in Creonte e una impavida Barbara Moselli nei panni di Antigone. È una tragedia classica che si adatta alla perfezione alla società moderna, mettendo in luce il conflitto tra la legge umana e la giustizia, naturale, morale. Creonte si comporta come un buon cittadino: antepone la legge dello Stato ai vincoli di sangue. Diversamente si comporta Antigone, convinta che esista una giustizia naturale superiore a quella umana, simboleggiata in questo caso da leggi divine. Entrambi possono, secondo l’ottica della società moderna, avere ragione. Così come potrebbero avere torto. Non è un caso che tutte e due queste figure vadano incontro, a fine opera, alla loro tragedia personale. Entrambi ne escono sconfitti. La conflittualità funge da motore dell’opera. La città di Tebe, governata da Creonte, aveva assistito alla guerra fratricida tra i due nipoti del sovrano: Eteocle, che combatteva in difesa della Polis, e Polinice, che ambiva invece a conquistarla. I due si affrontarono, si uccisero reciprocamente. Ed è qui che l’azione subisce la svolta decisiva: nonostante il divieto reale di Creonte di seppellire il traditore Polinice, la sorella Antigone si ribella e decide di dare ad entrambi i fratelli una degna sepoltura. Dunque contravviene esplicitamente alla legge della città, in risposta ad una giustizia superiore, quella degli Dei, all’imperativo morale basato anche sul diritto di sangue. Gli attori si calano perfettamente nel proprio personaggio dando vita ad uno spettacolo carico di pathos in un palcoscenico altrettanto suggestivo. Ad un certo punto Antigone pronuncia una frase che rimarrà scolpita nel cuore di tutto il pubblico del Pirandello, una frase commovente e nello stesso tempo straziante: “Non sono nata per condividere l’odio, ma l’amore”. Dopo queste parole fu imprigionata e lasciata morire in carcere. Un capolavoro indiscusso della cultura greca e oggetto di sconfinata ammirazione in tutti i tempi, l’Antigone di Sofocle è indubbiamente una bella tragedia, la più umana che forse il teatro antico abbia prodotto. Nella giornata di Domenica, per la messa in scena del secondo spettacolo, Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, ha consegnato all’attore e direttore artistico del teatro Pirandello, Sebastiano Lo Monaco, un riconoscimento per la sua quarantennale attività professionale e per l’impegno nella promozione del teatro. Lo spettacolo ha riscosso l’apprezzamento del pubblico, che ha applaudito calorosamente gli attori, alzandosi in piedi. Lo Monaco al termine della rappresentazione, visibilmente commosso, ha ringraziato il sindaco e il pubblico per la fiducia accordata congedandosi dicendo: “Se Siracusa mi ha generato, Agrigento mi ha scelto”. Accanto all’attore siracusano e direttore artistico del Piradello, un bel cast che Sebastiano Lo Monaco personalmente presenta al pubblico prima della chiusura del sipario: Barbara Moselli, Lucia Cammalleri, Egle Doria, Luca Iacono, Silvio Laviano, Simone Luglio, Franco Mirabella, Pietro Pace, scene e costumi Guido Fiorato, musiche originali eseguite dal vivo da Edmondo Romano, luci Gaetano La Mela, per la regia di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci, traduzione e adattamento. Prossimo appuntamento al teatro Pirandello sabato 7 e domenica 8 dicembre con “Figlie di Eva”, la commedia teatrale che vede protagoniste Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere, Michela Andreozzi e Marco Zingaro.

Foto & Testo: Calogero Longo

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