Cronaca

CARA di Mineo – Rifondazione Comunista: Si tratta di una struttra “malata” che deve essere chiusa

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14:59 – L’arresto di Luca Odevaine, nell’ambito dell’inchiesta MAFIA CAPITALE, ha messo sotto i riflettori il CARA di Mineo, i suoi intrecci, le clientele, gli sprechi, le relazioni pericolose del sottosegretario Castiglione (Ncd), le complicità politiche dei sindaci PD del Calatino, la conferma della caratterizzazione affaristica assunta dalle società facenti capo a Comunione e Liberazione e alla Lega delle cooperative – dichiarano in una nota congiunta Mimmo Cosentino segretario regionale di Rifondazione Comunista, Pierpaolo Montalto segretario della federazione di Catania del PRC e Valerio Marletta sindaco di Palagonia. 

Occorre tuttavia andare oltre il dato penale della gestione degli appalti e dell’accaparramento delle risorse ( ben 50 milioni di euro nel 2013) da parte dei mercanti di vita e di morte – continuano i tre esponenti politici – ed esigere una modifica radicale delle politiche di accoglienza dei migranti con la chiusura dei centri di segregazione come il CARA di Mineo, mega struttura che “ospita” migliaia di richiedenti asilo. Ce lo impongono le proteste ripetute dei migranti, i tanti gesti di autolesionismo, i suicidi tentati, fino a quello compiuto irreparabilmente da un giovane eritreo. Questi centri sono il segno del fallimento di questo modello, e che invece si è rivelato centro di sospensione del diritto, luogo di non vita, che mette a rischio la salute mentale delle persone, soprattutto le più vulnerabili, vittime di violenze e torture.

Il CARA di Mineo è una struttura “malata” – concludono i tre esponenti di Rifondazione Comunista – che ha messo in moto una economia “malata”, basata sulle clientele e lo spreco delle risorse pubbliche, ivi comprese le tante consulenze a Ovedaine e ai giovani rampanti renziani, per progetti che nulla hanno a che fare con i bisogni dei migranti. Una operazione speculativa e razzista, usata anche per “convogliare” il consenso dei tanti disoccupati del Calatino, sulla pelle di persone migranti e dei loro diritti. Una operazione che ha scambiato, con una pervicacia razzista che ha accomunato centrodestra e centrosinistra, un modello di economia assistita con la segregazione di richiedenti asilo semidetenuti in una struttura distante 10 km dal paese più vicino. Chiediamo che il sottosegretario Castiglione si dimetta, che i i Sindaci avviino lo scioglimento del Consorzio di Gestione, che si azzerino le consulenze e si faccia piena luce sugli appalti.

LA REDAZIONE

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