Sciacca: Emergenza rifiuti, il sindaco Valenti e l’assessore Mandracchia “Situazione generalizzata creata da nuovi provvedimenti della Regione”

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“Sulla vicenda dei rifiuti, questione regionale e non locale, i consiglieri comunali di centrodestra dovrebbero informarsi prima di accusare l’Amministrazione comunale. L’attuale difficoltà è stata creata dal limite di indifferenziata da conferire nella discarica di Siculiana e non da inadempienze del Comune di Sciacca”. Lo dichiarano il sindaco Francesca Valenti e l’assessore all’Ecologia Paolo Mandracchia.

“A fronteggiare l’emergenza – aggiungono – non è solo il Comune di Sciacca, ma anche altri comuni dell’intera provincia di Agrigento e delle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta. Una situazione creata dai nuovi provvedimenti adottati dal governo regionale che impediscono il conferimento di 500 tonnellate di indifferenziata presso l’impianto della società Catanzaro di Siculiana e altri impianti. La Regione aveva garantito che nell’arco di 24-48 ore avrebbe risolto il problema, non a Sciacca, ma nell’intera isola. Ad oggi non c’è traccia di provvedimenti a tal riguardo e le discariche, sia pubbliche che private, si trovano in una situazione di stallo. I compattatori di diversi comuni sono rimasti bloccati per diversi giorni agli ingressi degli impianti, impossibilitati a scaricare e a smaltire i rifiuti”.

“La situazione di questi giorni – proseguono il sindaco Valenti e l’assessore Mandracchia – non deriva dunque, per come hanno sostenuto i consiglieri di centro destra, dalla mancata esecuzione del Piano Aro. Ma deriva semplicemente da incongruenze tra quanto più volte dichiarato dal presidente della Regione Nello Musumeci e quanto disposto dal suo governo con atti formali. E questo l’opposizione lo dovrebbe sapere prima di lanciarsi a strumentalizzare la vicenda. In ogni caso, il Comune di Sciacca ha sollecitato per le vie brevi e anche formalmente, tramite i propri uffici, il raggruppamento privato di imprese Bono-Sea a mettere in esecuzione quanto riportato nel contratto di appalto. Dice il contratto, che i consiglieri di opposizione dovrebbero conoscere bene, considerato che lo hanno sostenuto e votato, che è obbligo delle imprese garantire il raggiungimento della raccolta differenziata del 65 per cento a partire dal sesto mese per poi assestarsi, successivamente, a una quota del 75-80 per cento”.

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